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VIATICUS - Il Festival dei Piccoli Turismi

Manifesto, etimologia e visione del primo festival italiano dedicato alla comunicazione dei borghi e delle aree interne

✳️ "Dove le strade si incontrano, nascono i mondi."

VIATICUS è un festival e, prima ancora, un atto linguistico. Il nome richiama il viaticum dei Romani — la provvista e il coraggio per mettersi in cammino — e l'aggettivo viaticus: ciò che pertiene alla strada. Ma VIATICUS è anche, intenzionalmente, un nuovo vicus contemporaneo, un piccolo abitato di idee e relazioni che nasce a poca distanza dal Vicus ad Martis, l'antica stazione romana sulla Via Flaminia che diede nome a questi luoghi. È, in sintesi, il primo festival italiano interamente dedicato alla comunicazione dei piccoli turismi, dei borghi e delle aree interne.

Qui la comunicazione smette di essere vetrina e torna a essere communicatiocum-munus, dovere e dono che si mettono in comune. Non racconto del territorio, ma costruzione partecipata del territorio attraverso il racconto: relazione, azione condivisa, esperienza incarnata. Per chi parte e per chi accoglie.

Perché non sono le strade a definire i luoghi: sono le relazioni che lungo le strade nascono. E VIATICUS è lo spazio dove quelle relazioni tornano a prendere forma — a Massa Martana, in Umbria, dal 24 al 26 maggio 2026.

QUATTRO RADICI LATINE PER UN FESTIVAL

Perchè si chiama VIATICUS

Il nome VIATICUS intreccia quattro parole della latinità che descrivono, insieme, l'esperienza del festival.

Viaticus è anzitutto un aggettivo latino: "ciò che pertiene alla strada, al viaggio". Da esso il sostantivo viaticum: la provvista — il pane, la moneta, il coraggio — che il viandante porta con sé per affrontare il cammino. Da qui il festival come bagaglio di idee, metodi e contatti che ciascuno porta a casa.

Vicus è il villaggio, il borgo, l'abitato minore. È la radice etimologica della "piccola comunità" e l'ancoraggio storico del territorio: a pochi chilometri da Massa Martana sorgeva il Vicus ad Martis, stazione romana lungo la Via Flaminia consolare. VIATICUS è, intenzionalmente, un nuovo vicus contemporaneo nato dove un vicus romano sorgeva.

Communis — da cum-munus, "dovere e dono condivisi" — è la radice di communicare: rendere comune. È l'origine della Comune-Azione, la cifra concettuale del festival: comunicare il territorio non come vetrina ma come azione comune.

Stationes sono le stazioni di sosta lungo le vie consolari, dove i viandanti scambiavano notizie e provviste. Da qui il format-statio: i cinque panel e sei tematismi del festival come sei stazioni di un cammino formativo.

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