Roberto Ghezzi (Cortona, 1978) è un artista visivo la cui ricerca si focalizza sull'indagine del paesaggio naturale. Il fulcro della sua poetica è la Naturografia, una pratica artistica innovativa in cui Ghezzi rinuncia al controllo totale sull'esito finale, lasciando che siano i processi naturali stessi a determinare e
dare forma all'opera. Nel contesto del suo intervento intitolato "Pagina bianca", l'artista propone un dispositivo di osservazione e scrittura condivisa composto da un cerchio di taccuini. Questi quaderni, testimoni dei viaggi e dei territori attraversati dall'artista, fungono da strumenti di sedimentazione dello sguardo, custodendo tracce, appunti e riflessioni intime legate alla sua pratica artistica. Attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, invitato a scrivere e annotare sui taccuini messi a disposizione, Ghezzi trasforma l'esperienza individuale del paesaggio in un archivio poetico collettivo. Il suo lavoro diventa così un gesto simbolico capace di restituire il "respiro" della natura attraverso la memoria e la parola condivisa