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Turismo Archeologico

Ponte Fonnaia, Catacomba di San Faustino, Cantina e Frantoio

Tour alla scoperta dei siti archeologici 26 maggio 2026 ore 9.30 - 13
L'Italia ha più siti archeologici di qualunque altro paese al mondo, e li ha quasi tutti nei piccoli territori. Accanto alla grande archeologia — Roma, Pompei, la Magna Grecia — vive una archeologia diffusa fatta di stationes, vici, ville rustiche, terme, anfiteatri minori, catacombe rurali, mura ciclopiche, castellieri d'altura. È il patrimonio meno raccontato e, al contempo, il più capace di trasformare un borgo in destinazione narrabile.
Siti Archeologici
C’è un modo di viaggiare che non segue le mappe della fretta, ma le tracce del tempo. Nel contesto dei Piccoli Turismi, l’archeologia non è solo polvere e pietre, ma il racconto vivo di chi ha abitato i nostri territori prima di noi.
Il turismo archeologico significa riscoprire siti meno noti, piccoli tesori nascosti tra i borghi e paesaggi dove la storia dialoga con la natura. È un invito a farsi "esploratori di prossimità", per toccare con mano l’eredità dei millenni e comprendere l’identità profonda di una comunità.


Massa Martana è una delle stationes più dense di questo patrimonio: a pochi chilometri dal centro storico sorgeva il Vicus ad Martis sulla antica Via Flaminia consolare, e in quota — sui Monti Martani, a 900 metri — si conserva il Castelliere di Monte Cerchio, struttura circolare protostorica del IX secolo a.C. soprannominata la "Stonehenge dell'Umbria". Per proseguire con il Ponte Fonnaia (foto sopra) uno dei ponti romani meglio conservati in Italia ed infine con la visita alla catacomba Paleocristiana di Villa San Faustino.

Sono i luoghi che nella data pre-festival del 24 maggio 2026 e nella mattina del 26 maggio verranno visitati con l'occhio del turista ospite.

Il panel Turismo Archeologico di VIATICUS legge questa archeologia come prodotto turistico contemporaneo: la musealizzazione leggera dei siti minori (segnaletica, percorsi, app); la narrazione del piccolo sito (chi non ha il Colosseo deve raccontare meglio); l'archeologia partecipata che coinvolge le comunità locali in cura, ricerca e racconto; il turismo archeologico esperienziale — laboratori, scavi-scuola, visite teatralizzate — che trasforma un sito in esperienza viva.

Valore strategico

  • Archeologia diffusa come asset latente › già esiste, va attivata.
  • Pre-festival come prototipo › il cammino al Castelliere mostra in atto come un sito minore diventa esperienza.
  • Narrazione vs. monumento › per i siti minori vince chi racconta meglio, non chi possiede di più.
  • Comunità custode › archeologia partecipata come strumento di coesione locale.

Dalle piccole necropoli immerse nel verde ai musei diffusi, l’archeologia diventa un’esperienza intima e sostenibile: un viaggio a passo lento per chi cerca nel passato l’ispirazione per il futuro.

Il 26 maggio 2026 è in programma un Tour guidato alla scoperta dei siti archeologici con l'archeologo Stefano Spiganti.

Scopri il programma completo qui


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